martedì 7 novembre 2017

1917/2017: OTTOBRE (Newsletter Nr. 56)

Dante Lepore, 07/11/2017
RECUPERARE IL SENSO DELLA STORIA È INDISPENSABILE PER LA RIVOLUZIONE
No! Non c’è nulla da commemorare, nulla da imitare, nulla da rifare tale e quale, anche perché la freccia della storia non si ripete mai uguale, specie le rivoluzioni! Ma, fermi restando i giudizi ormai divenuti storici sugli insegnamenti di quella ondata che, durante e alla fine della prima guerra mondiale, determinò diversi punti di confronto del proletariato contro lo stato capitalista non solo in Europa, e si concretizzò, in quei dieci giorni che sconvolsero il mondo, nella rottura di quello che Lenin chiamò l’anello debole della catena dell’imperialismo nella Russia autocratica, così, pur apprezzando il tentativo di alcuni compagni (2) di trarre lezioni dal centenario della rivoluzione d’ottobre, voglio sottolineare che tali commemorazioni a parte le minoranze che fanno l’eccezione alla regola, sono sempre più destinate a far voce nel deserto.

lunedì 1 agosto 2016

LA CLASSE OPERAIA DI MARCINELLE NON HA NAZIONE (Newsletter nr. 54)

Dante Lepore, 01/08/2016

COME I CAPORALI DE GASPERI E IL VATICANO ISTITUIRONO LA PRIMA TRATTA DI SCHIAVI PER LA RICONVERSIONE POSTBELLICA


Il messaggio elusivo inviato dal presidente della Repubblica Mattarella in occasione del 60° anniversario della tragedia di Marcinelle è riassuntivo di tutti i belati rievocativi degli altri politici italiani: «Sessanta anni fa, egli afferma, l’8 agosto del 1956, lavoratori di dodici diverse nazionalità, tra cui 136 italiani, persero la vita nelle profondità della terra al Bois du Cazier. La tragedia costituì uno dei più sanguinosi incidenti sul lavoro della storia italiana ed europea. Una tragedia assurta a simbolo delle sofferenze, del coraggio e dell’abnegazione dei nostri concittadini che lottavano – attraverso il duro lavoro – per risollevare se stessi e le loro famiglie dalla devastazione del secondo conflitto mondiale». Giorgia Meloni è stata ancora più originale: «Marcinelle rappresenta un luogo altamente simbolico per la memoria dell’Italia che ci fa riflettere su valori assoluti e irrinunciabili come la nostra identità nazionale».